Necessità di un secondo bagno: quando serve, che parametri edilizi vanno seguiti, il posizionamento nella casa.

Un secondo servizio igienico è sempre molto utile in casa. La necessità di avere un doppio bagno può presentarsi sin dai primi periodi del trasferimento in una nuova casa e persino quando si vive da soli. La realizzazione di un nuovo bagno implica il rispetto di alcuni parametri edilizi, vincoli di posizionamento e non solo. Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’argomento e come eseguire questo tipo di ristrutturazione senza problemi.

Perché realizzare un secondo bagno in casa?

Avere la disponibilità di un secondo bagno all’interno del proprio immobile è oramai un’esigenza alla quale non si può rinunciare. Le necessità mattutine di una coppia o di una famiglia, gli impegni scolastici e lavorativi, spesso si sovrappongono fra loro e creano disagi vari nella definizione delle precedenze.

Coloro che vivono da soli o in coppia possono avvertire l’esigenza di un secondo servizio per ragioni di comodità e per avere uno spazio da usare come lavanderia, da allestire in maniera più elegante o da riservare per gli ospiti.

Spesso molte persone quando acquistano una nuova casa sanno di dover verificare che nel progetto sia presente un ulteriore bagno, anche piccolo ma funzionale, e in grado di garantire comunque un buon comfort abitativo.

In linea generale occorre sapere che le prescrizioni normative che specificano le caratteristiche e la dimensione di bagni secondari sono contenute nei regolamenti edilizi di ciascun Comune. Solitamente sono previsti requisiti meno rigidi rispetto a quelli che devono essere rispettati per realizzare il bagno principale della casa.

Quest’ultimo, infatti, dovrà generalmente rispettare misure minime. Un bagno di servizio, invece e salvo eccezioni, potrà derogare alla metratura minima. L’ambiente di servizio potrà essere progettato pure escludendo molti dei sanitari previsti per il bagno padronale.

Progettazione del bagno di servizio e parametri edilizi

Salvo che il regolamento edilizio del comune in cui sorge l’immobile disponga diversamente, un bagno di servizio può essere allestito in maniera essenziale e sfruttando solo una piccola metratura della casa.

Solitamente il bagno principale è dotato di wc, bidet, lavabo/i, doccia e/o vasca. Il secondo bagno potrà essere realizzato semplicemente con il vaso e il lavabo, garantendo comunque una certa comodità per gli abitanti dell’alloggio.

I locali di servizio, tuttavia, sia principali che secondari, devono comunque rispettare l’altezza minima del soffitto, che non potrà essere inferiore a 240 cm, vincolo valido su tutto il territorio nazionale e stabilito dal D.M. della Sanità del 5 luglio 1975.

In fase di progettazione del secondo bagno altri aspetti da tenere in stretta considerazione sono l’areazione e l’illuminazione. Salvo che il regolamento comunale preveda in maniera diversa, il secondo bagno potrà essere areato e illuminato in modo artificiale e quindi sarà possibile realizzarlo seppur sprovvisto di una finestra. In ogni caso il secondo servizio cieco dovrà essere dotato di un apposito sistema di ventilazione meccanico comunicante con l’esterno e che assicuri il ricircolo dell’aria.

Quali sono i vincoli di posizionamento per allestire un bagno di servizio?

Un bagno di servizio non può essere collocato dove si più desidera ma occorre rispettare necessariamente i vincoli impiantistici, oltre a quelli che riguardano lo spazio disponibile. Questo vuol dire che la posizione del secondo bagno dipenderà inevitabilmente da quella degli impianti idrici.

A questo riguardo sarà considerata la distanza che sussiste fra il nuovo bagno e lo scarico principale, misura che dovrà mantenersi entro un range di 4/5 metri, per permettere alle tubazioni di scarico di mantenere una pendenza minima. Questo aspetto, a seconda dei casi, può condizionare notevolmente la progettazione del nuovo bagno, il quale potrà ricadere anche al di fuori del perimetro già esistente.

I proprietari che desiderano ricavare un secondo bagno dovranno fare i conti anche con la metratura che hanno a disposizione. Quando l’ambiente è piuttosto ridotto la progettazione può rivelarsi molto complessa, costringendo a trovare soluzioni per ottimizzare gli spazi. Si pensi, ad esempio, alla possibilità di ricavare nicchie per alloggiare la lavatrice o all’installazione di piatti doccia in sostituzione della più ingombrante vasca da bagno.

Ci sono anche degli aspetti positivi: al secondo bagno si può accedere direttamente da una camera, cosa invece vietata in presenza di un unico servizio igienico che deve essere necessariamente provvisto di antibagno o affacciare su un disimpegno.

Il supporto di tecnici abilitati, quali ad esempio gli architetti, come è facile intuire, si rivela indispensabile per realizzare un progetto a regola d’arte, nel rispetto dei vincoli edilizi e di posizionamento.

Realizzazione del secondo bagno e incombenze burocratiche

Affidarsi ad un tecnico abilitato nel momento in cui si deve realizzare un secondo bagno è anche indispensabile per portare a compimento l’iter burocratico previsto dal regolamento edilizio di ciascun comune. Infatti, in base al tipo di bagno che si desidera realizzare si dovrà presentare una specifica pratica.

Tenuto conto dei vincoli di posizionamento del doppio servizio non sono infrequenti i casi in cui la stanza dovrà essere realizzata al di fuori del perimetro dell’immobile già esistente. In questa ipotesi si determinerà un inevitabile aumento volumetrico dell’alloggio che comporterà a carico dei proprietari l’obbligo di richiedere un permesso a costruire.

Quando invece il doppio servizio si potrà allestire all’interno dell’alloggio, senza quindi determinare l’aumento volumetrico dell’immobile, allora sarà sufficiente presentare al comune una semplice comunicazione d’inizio lavori.

Quest’ultima, a sua volta potrà essere Asseverata (CILA, Comunciazione Inizio Lavori Asseverata), quando la realizzazione del secondo bagno non intacca le parti strutturali dell’immobile, oppure una SCIA, una segnalazione che serve a comunicare che i lavori da eseguire incideranno sulla struttura dell’edificio.

In ogni caso realizzare un secondo bagno in casa significa eseguire un intervento che rientra fra quelli di manutenzione straordinaria, per i quali sono previsti sgravi fiscali dalla propria IRPEF, comprendendo anche le spese che vengono sostenute per pagare i tecnici abilitati.

Una volta ultimato il secondo bagno, l’iter burocratico prevede un ulteriore adempimento, la presentazione della variazione catastale. L’intervento infatti determina delle variazioni alla planimetria della casa che si riflettono sulla rendita della stessa e di conseguenza sulla tassazione.

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